21 gennaio 1926

21 gennaio 1926

21 gennaio 1926: “La Nuova Sardegna” è costretta a cessare le pubblicazioni.

Già all’inizio dell’anno la sorte del quotidiano sassarese appare ormai segnata.

Nel congresso provinciale del Pnf uno degli oratori promette che entro pochi giorni «’La Nuova’ sarà strangolata».

In effetti il giornale, che soprattutto dopo il delitto Matteotti è diventato l’organo dell’opposizione al fascismo, è da tempo perseguitato tanto dai fascisti, che bruciano le copie quando alla stazione
di Sassari stanno per essere spedite con il treno o, più sbrigativamente, quando arrivano alle edicole dei centri minori, quanto dalla stessa autorità prefettizia che coglie ogni occasione per sequestrare il giornale (ce ne sono, in questo periodo, 17 consecutivi).

Sequestro vuol dire mancata vendita: e il giornale, che vive dei proventi della pubblicità e delle vendite, accumula perdite tali che alla fine di gennaio deve chiudere: unica soddisfazione, una prima pagina fatta tutta di inserzioni pubblicitarie, con in grande evidenza quella di un callifugo, a titolo di protesta, l’unica consentita dai tempi.

In realtà “La Nuova” ha avuto, a partire dall’affacciarsi del fascismo sulla
scena nazionale, due atteggiamenti ben diversi: inizialmente, fra il 1922 e i primi mesi del 1923, il direttore Medardo Riccio e il proprietario Pietro
Satta Branca hanno guardato con simpatia a quel movimento di giovani che mettevano a posto le “teste calde” di comunisti e socialisti.

Il giorno dopo la “marcia su Roma” Riccio aveva scritto un editoriale entusiasta.

Ma all’inizio del 1923 prima Riccio e poi Satta Branca muoiono.

Viene fatto tornare da Roma, per dirigere il giornale, il figlio di Pietro, Arnaldo. E questi, insieme ad altri proprietari come l’industriale Salvatore
Azzena Mossa e l’avvocato Pietro Moro, orienta subito il giornale in senso antifascista.

Questa posizione diventa ancora più radicale dopo il delitto Matteotti: le sottoscrizioni per le onoranze al deputato arrivano a occupano intere pagine. Ma ormai i giochi sono fatti: Sassari ha già un altro quotidiano,
“L’Isola”.

Redazione

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